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L'UE ABOLISCE I VISTI PER SERBIA, MONTENEGRO E MACEDONIA

DICIOTT'ANNI DI ATTESA PER POTER FARE LE VALIGIE E VIAGGARE
Di Marina Szikora (*)

Dalla settimana scorsa i cittadini della Serbia, del Montenegro e della Macedonia possono con il loro «passaporto rosso» viaggiare per l'Europa senza visto. Le prime impressioni nei tre paesi sono state focalizzate sui viaggiatori che per primi hanno assaporato la nuova realta' alla quale aspiravano da tanto tempo. Forse la lunga attesa piuttosto che provocare grande euforia ha fatto diventare questa vicenda un momento, si potrebbe dire, quasi del tutto normale e tranquillo. Va sottolineato che tutti i paesi dell'ex Jugoslavia conoscono molto bene questo tipo di 'liberta' vale a dire libera circolazione dei loro cittadini per i paesi europei. Perche' nell'epoca dell'ex Jugoslavia, il passaporto rosso jugoslavo era l'unico passaporto dell'est a cui era acconsentito viaggiare senza visti e bariere. Proprio come dice uno dei passeggeri che da Belgrado ha preso l'aereo per Monaco di Baviera, Zoran Klenovic: «Diciott'anni ho atteso questo giorno per poter semplicemente fare le valigie e viaggare. Prima, con il passaporto rosso di Tito questo non era un problema, adesso abbiamo nuovamente i passaporti rossi. 18 anni sono tanti, vero?» ha detto Klenovic.
Il primo gruppo di 50 cittadini in compagnia con il vicepresidente del Governo serbo, Bozidar Djelic, reponsabile per le integrazioni europee in modo simbolico, un minuto dopo mezzanotte, hanno presso l'aereo per Bruxelles, segnando cosi' l'inizio del viaggio dei cittadini della Serbia nell'Ue senza visti. Un viaggio simbolico e' stato compiuto anche dal ministro degli esteri Vuk Jeremic con cittadini della citta' di Subotica in Vojvodina i quali hanno passato il confine Horgos verso l'Ungheria. Stesso viaggio e' stato compiuto anche dal ministro degli interni Ivica Dacic e dalla ministro di giustizia Snezana Malovic. I tre ministri sono stati accolti al confine ungherese dal ministro degli esteri dell'Ungheria, Peter Balazs.
Ma il segnale verde per la liberalizzazione dei visti alla Serbia, almeno dal puno di vista mediatico, resta in secondo piano rispetto alla notizia numero uno che riguarda il futuro europeo della Serbia. Martedi' 22 dicembre, il presidente della Serbia Boris Tadic ha consegnato a Stoccolma la richiesta ufficiale di candidatura di Belgrado per l'adesione all'Ue. Secondo Tadic, la Serbia ha completato l'intera procedura per presentare la domanda e ha adempiuto tutti i suoi obblighi verso i partner ed amici dell'Ue. « Tutt'altra e' la questione se avremo lo status di candidato prima della conclusione della collaborazione con il Tpi dell'Aja» ha precisato pero' Tadic. Tuttavia - ha osservato il presidente serbo - i cittadini della Serbia devono sapere che la candidatura viene presentata nel miglior momento possibile e ha aggiunto che «Mai prima nella storia della presentazione della candidatura di adesione all'Ue e' accaduto che due Stati membri (Svezia e Spagna) con lo stesso livello di approvazione accettano una candidatura».
Diversamente dalla Serbia, l'inserimento sulla cosidetta lista bianca Schengen a Podgorica, le autorita' montenegrine hanno deciso di celebrare piu' modestestamente con soltanto un paio di viaggi di promozione per i cittadini montenegrini. Da aggiungere anche il fatto che in Montenegro queto evento importante e' coinciso purtroppo proprio con la proclamazione dell'epidemia dell'influenza suina e la precipitazione nella sempre piu' profonda crisi economica. Cosi', il Governo montenegrino e la compagnia nazionale «Montenegroairlines» hanno segnato l'abolizione dei visti per i cittadini del Montenegro organizzando un volo promozionale gratis per Roma e con biglietti aereo a basso costo a tutte le destinazioni europee in cui e' valido l'accordo Schengen.
La decisione della liberalizzazione dei visti e stata accompagnata anche dall'adesione di Podgorica alla cosidetta MAP della Nato e l'elaborazione delle risposte alle domande della Commissione europea relative all'adesione che il premier Milo Djukanovic ha consegnato solennemente a Bruxelles. Interrogati sul cambiemento che entrato in vigore dal 19 dicembre, i cittadini montenegrini hanno risposto maggiormente di essere soddisfatti perche' d'ora in poi non saranno piu' trattati come persone di secondo grado, anche se alcuni non sono certi che saranno nelle condizioni finanziarie di utilizzare i benefici del regime senza visti.
Esad Kocan, capo redattore del settimanale montenegrino 'Monitor', avverte che il ricordo agli anni in cui quelli che adesso sono al potere, nel momento in cui il Montenegro «e' diventato il piu' bel carcere nel mondo» non dovrebbe essere trascurato, poiche' i politici dimenticano facilmente il loro impegno politico e di guerra che ha spinto i paesi dell'ex Jugoslavia in sanzioni facendoli diventare un buco nero europeo. Secondo Kocan, il ricordo a quegli anni non puo' svanire e questo non sono i tempi per un semplice marketing ma per analisi e riflessioni profonde.
I politici, leader di partito ma anche i cittadini della Macedonia con grande soddisfazione hanno accolto la notizia dell’abolizione dei visti. Il presidente della Macedonia, Gjorge Ivanov ha salutato la decisione di Bruxelles sottolineando “soddisfazione perche’ l’Ue e’ rimasta fedele alla grande visione del continente unito e aperto. La Repubblica Macedonia, continua ad adempiere le riforme” ha detto il presidente Ivanov. La decisione e’ stata anche salutata dal premier Nikola Gruevski, mentre il ministero degli esteri macedone ha rilasciato un comunicato in cui si dice che l’abolizione dei visti e’ un benificio grande e pratico che acconsentira’ una maggiore mobilita’, scambi di idee, progresso nella collaborazione in tutti i settori della vita sociale e catalizzera’ il processo della europeizzazione della societa’ macedone. I partiti dell’opposizione macedone hanno avvertito il governo che questa decisione non puo’ essere un sostituto per un eventuale non ottenimento della data di inizio dei negoziati di adesione all’Ue.

Marina Szikora è corrispondente di Radio Radicale e collaboratrice fissa di Passaggio a Sud Est. Questo è il testo della corrispondenza per lo Speciale del 23 dicembre 2009.

Pubblicato il 24/12/2009 alle 11.20 nella rubrica Diario.

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