Blog: http://passaggioasudest.ilcannocchiale.it

LA CROAZIA TRA UE E SERBIA

La Croazia punta all'adesione all'Unione Europea nel 2012. I negoziati in corso sono ripartiti nelle ultime settimane del 2009 dopo essere stati bloccati per mesi dal veto sloveno a causa del contenzioso sui confini tra i due Paesi. La Spagna, presidente di turno dell'Ue promette di sostenere le aspirazioni di Zagabria. Sul tappeto restano però ancora diversi problemi, primo fra tutti il capitolo giustizia: Bruxelles chiede una svolta decisa nella lotta alla corruzione e alla lotta alla criminalità organizzata. Una questione che è stata uno dei cavalli di battaglia del neo presidente croato Ivo Josipovic e sul quale si è impegnata anche la premier Jadranka Kosor. Nel frattempo la Serbia, per bocca del ministro degli Esteri Jeremic, auspica buone relazioni tra i due Paesi.
Su questi argomenti riporto qui di seguito la trascrizione della parte della corrispondenza di Marina Szikora per la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda il 6 febbraio su Radio Radicale.

La presidenza spagnola promette maggiore impegno per l’ingresso della Croazia nell’Ue
Il ministro degli esteri della Spagna, il paese che presieda all’Ue, Miguel Angel Moratinos ha rilevato che il suo Paese durante il semestre di presidenza dedichera’ la maggior possibile attenzione alla Croazia, informa l’agenzia di stampa croata Hina. Il ministro spagnolo ha dichiarato che e’ desiderio della Spagna che “la Croazia realizzasse il maggiore progresso nel processo di negoziati e che, se sara’ possibile, concludesse questo processo entro la fine della presidenza spagnola, ma in ogni caso entro la fine del 2010. Moratinos lo ha detto durante il dibattito alla Commissione esteri del PE. Alle domande dei parlamentari europei relative alle riserve slovene sull’apertura di tre capitoli bloccati, Moratinos ha risposto che sulla soluzione del problema bilaterale la presidenza spagnola sta’ lavorando sia con la Croazia che con la Slovenia. Ha annunciato che alla conferenza intergovernativa di adesione che si svolgera’ questo mese, la Croazia potra’ aprire due capitoli. Dopo l’accordo sull’arbitrato tra le due parti coinvolte, Ljubljana ha mantenuto le riserve sull’apertura di tra capitoli: ambiente, pesca e politica estera, di sicurezza e difesa. Il premier sloveno Borut Pahor e il ministro degli esteri Samuel Zbogar hanno annunciato il mese scorso la possibilita’ che fino alla prossima conferenza di adesione siano eliminate le riserve relative ai capitoli ambiente e pesca. Il ministro Moratinos ha annunciato inoltre che prossimamente si rechera’ in visita a Zagabria.

Belgrado vuole buone relazioni con il nuovo presidente croato
Quanto alle relazioni della Serbia con i paesi vicini della regione, sembra ammorbidirsi la retorica nei confronti della Croazia. Il capo della diplomazia serba, Vuk Jeremic in una intervista alla televisione di stato serba RTS, ha detto che la Serbia vuole le migliori relazioni possibili con la Croazia con la quale ha ancora molte questioni aperte. Jeremic ha precisato che con il nuovo presidente croato, Ivo Josipovic, Belgrado vuole stabilire quel tipo di rapporti che non sono stati possibili con il presidente uscente, Stjepan Mesic. Ma anche Josipovic, ha messo un granello di sabbia negli occhi serbi quando ha detto di capire le frustrazioni della Serbia relative al Kosovo e che il Kosovo e’ una realta’ sulla quale non si puo’ tornare indietro. Secondo il ministro degli esteri serbo, una tale formulazione non va bene quando si tratta di relazioni delicate nel vicinato. Jeremic afferma che la parte serba e’ molto diponibile e non rinuncera’ alle soluzioni di questioni aperte con la Croazia – innanzitutto quanto si tratta di questioni di confine e del rientro di profughi ma anche altro. Propone che entrambe le parti si astengano da parole pesanti e di tentare con un impegno congiuto di realizzare un futuro comune. E il direttore del Fondo balcanico per la democrazia, Ivan Vejvoda ha valutato giovedi’ che la collaborazione dei paesi della regione e’ migliore rispetto all’immagine che si trasmette a causa delle “turbolenze superficiali”. “Lo attestano il livello e l’intensita’ della cooperazione in diversi settori – dall’economia alla cultura e prevedo che le relazioni regionali nel corso di quest’anno saranno ancora migliori” ha detto Vejvoda alla presentazione a Belgrado della rivista periodica “Le sfide delle integrazioni europee”. Vejvoda ha rilevato che per le buone relazioni regionali ci sono due principali presupposti: il desiderio di tutti i paesi dell’Europa sudorienatale di aderire all’Ue e la posizione di tutti i leader eletti democraticamente che bisogna risolvere i problemi in modo pacifico, con mezzi diplomatici e in modo istituzionale.

Pubblicato il 8/2/2010 alle 18.32 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web