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I BALCANI SONO LA SFIDA PIU' IMPORTANTE PER LA STABILITA’ DELL’EUROPA

Di Marina Szikora (*)
I Balcani anche quest’anno saranno la piu’ grande sfida per la stabilita’ dell’Europa e le tensioni interetniche in BiH e la questione della minoranza serba in Kosovo richiederanno l’impegno dell’Occidente. Questa la valutazione espressa nel rapporto dei servizi di informazione americani relativi ai rischi sulla sicurezza nel mondo. Nel rapporto firmato dal consigliere del presidente americano, direttore del Servizio di informazione nazionale, Dennis Blair, si afferma che gli Stati Uniti e l’Ue manterranno una influenza notevole nei Balcani occidentali e che il loro impegno avra’ un impatto significativo sulle vicende nella regione. “Il proseguimento dell’instabile convivenza interetnica in BiH e la questione della minoranza serba in Kosovo, soprattutto al nord del Kosovo, continueranno ad essere le fonti di tensioni che richiederanno un impegno diplomatico e di sicurezza da parte dell’Occidente” si legge nel rapporto presentato alla commissione del senato per i servizi di informazione del Congresso americano.
Il maggior numero dei serbi in Kosovo continuano ad essere orientati verso Belgrado e rifiutano l’integrazione nelle istituzioni kosovare anche se si ha l’impressione che ci sono cambiamenti lenti al sud del Kosovo, mentre l’influenza delle autorita’ kosovare sui serbi al nord sono estremamente deboli, valuta il rapporto americano del 2 febbraio. Nel rapporto si legge inoltre che “la presenza della NATO, anche se minore, e’ ancora necessaria per ostacolare le violenze e la sua sorveglianza delle forze di sicurezza kosovare e’ cruciale per l’efficacia di queste forze e per lo sviluppo democratico”. Si valuta che nei prossimi anni “Pristina continuera’ a dipendere dagli aiuti economici e di sviluppo della comunita’ internazionale nonche’ dal sostegno diplomatico e potenzialmente quello di sicurezza per il consolidamento dello Stato”.
I leader serbi (di Belgrado) si impegnano per il futuro europeo e il presidente della Serbia Boris Tadic vuole un progresso veloce verso l’ingresso della Serbia all’Ue, ma Belgrado non mostra cenni di essere intenzionata ad accettare l’indipendenza del Kosovo” afferma il rapporto statunitense e aggiunge che Belgrado aspetta la decisione consultativa della Corte internazionale di Giustizia sulla legalita’ dell’indipendenza unilaterale di Pristina.
Dennis Blair ha espresso preoccupazione per la “stabilita’ della Bosnia” aggiungendo pero’ che non vi esiste un pericolo diretto dell’esplosione di violenze o del disfacimento della BiH. Le questioni etniche sono dominanti nei processi politici nel Paese a causa dei quali sono bloccate le riforme. “Le tre parti non sono riuscite a raggiungere un accordo sulle riforme costituzionali proposte congiuntamente dall’Ue e Stati Uniti alla fine del 2009 e cosi’ sono stati ostacolati gli sforzi per il rafforzamento del governo centrale che dovrebbero avviare il Paese verso l’Ue e la NATO” evidenzia il rapporto di Blair. Si aggiunge che l’insucesso delle riforme, con i tentativi dei serbi bosniaci di ostacolare le singole riforme e la loro richiesta di avere il diritto al referendum sulla secessione, hanno contribuito “all’aumento delle tensioni interetniche”.
Questo trend molto probabilmente continuera’ poiche’ i leader bosniaci vogliono consolidare le loro posizioni rivolgendosi agli elettori delle loro rispettive comunita’ nazionali in vista delle elezioni che si svolgeranno il prossimo autunno, valuta il consigliere del presidente americano Obama. Va detto pero’ che la parte relativa ai Balcani si trova al fondo del rapporto sulle valutazioni dei rischi nel mondo.

(*) Corrispondente di Radio Radicale. Il testo è tratto dalla corrispondenza per la puntata del 6 febbraio di Passaggio a Sud Est

Pubblicato il 8/2/2010 alle 18.45 nella rubrica Diario.

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