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CROAZIA: INIZIATO IL "PROCESSO DEL DECENNIO" PER L'OMICIDIO DI IVO PUKANIC

La scena dell'attentato in cui sono stati uccisi Ivo Pukanic e Niko Franic Di Marina Szikora (*)
Mercoledi’ e’ iniziato a Zagabria il processo del decennio, cosi’ lo qualificano i media non soltanto nazionali ma anche quelli internazionali. Si tratta del processo contro i quattro imputati accusati per l’uccisione di Ivo Pukanic, il giornalista controverso e direttore del settimanale croato ‘Nazional’ e del suo direttore di marcheting Niko Franic, deceduti a causa di una esplosione nel cortile della redazione del giornale nel 2008. “Ivo Pukanic e’ stato noto per le sue indagini sulla corruzione al piu’ alto livello della societa’ croata” scrive la BBC e aggiugne che si tratta di problemi “che potrebbero fermare l’avvicinamento della Croazia all’Ue”.
L’attentato e’ stato spettacolare, le reazioni dei vertici dello Stato spettacolari, e quindi anche il processo contro gli assassini di Ivo Pukanic dovrebbero essere spettacolari” si legge in un articolo del portale croato index in cui si afferma che “Pukanic si trovava sotto il bersaglio di un snaiperista nel momento in cui e’ stato ucciso con una autobomba, liquidato dalla piu’ famigerata banda nei Balcani ed i sospetti per l’uccisione arrivano fino a Joco Amsterdam, Stanko Subotic e Milo Djukanovic (premier del Montenegro). In quei giorni i vertici dello Stato nel panico hanno parlato di terrorismo e promettevano che Zagabria non sarebbe diventata una Beirut. Oggi, un anno e mezzo doo, inizia “il processo del secolo”: le squadre speciali hanno bloccato il centro di Zagabria, gli imputati arrivano in catene, i giornalisti hanno occupato l’aula del tribunale... Perfino il prezzo dell’attentato e’ spettacolare: un miglione e mezzo di euro”.
C’e’ da sottolineare che il processo e’ iniziato sotto severissimi controlli di polizia nel momento in cui Zagabria ha rafforzato la lotta alla corruzione e crimine organizzato in quanto condizione chiave per la conclusione dei negoziati di adesione all’Ue.
I quattro accusati, Robert e Luka Matanic, Amir Mafalani e Slobodan Djurovic hanno dichiarato all’inizio del processo di non sentirsi colpevoli. Ci sono pero’ ancora due imputati che vengono giudicati in contumacia. L’agenzia Associated Press scrive che a Belgrado si svolgera’ un processo separato poiche’ la Croazia e la Serbia dopo l’attentato hanno accusato otto uomini per aver partecipato nell’uccisione di Pukanic. Il presunto capo mafioso Sreten Jocic detenuto a Belgrado, avrebbe pagato agli attentatori un miglione e mezzo di euro. Da aggiungere che martedi’ Bojan Guduric, cittadino serbo si e’ consegnato a Banja Luka, capoluogo della Republika Srpska alle autorita’ della BiH. Guduric chiede di essere estradato e processato a Zagabria.
Va spiegato che Sreten Jocic, detto Joco Amsterdam, senza essere sospettato ad aver organizzato l’uccisione di Pukanic, e’ stato arrestato lo scorso anno a Belgrado e da allora si trova in carcere. A fine di questo mese scade il termine legale di sei mesi per sollevare l’atto di accusa contro di lui o allargare le indagini. Se non accadra’ nulla di questo, Jocic sara’ rilasciato. I legali di Jocic hanno motivo per festeggiare – scrive il giornale serbo Press – poiche’ il giudice Mircic e’ tornato da Zagabria deluso perche’ i colleghi croati come prove contro Jocic hanno consegnato soltanto le deposizioni del testimone protetto. Se le prove raccolte contro Jocic saranno sufficenti in Croazia e in Serbia si sapra’ tra una decina di giorni e le fonti di Press aggiungono che tutte le opzioni sono aperte sottolineando che la Serbia, arrestando Zeljko Milovanovic e Milenko Kuzmanovic ha fatto molto di piu’ rispetto alla Croazia per mettere luce sul caso Pukanic. Il portavoce del Tribunale di Zagabria, Kresimir Devcic ha detto invece che “non ci sono informazioni” sulla visita del giudice serbo a Zagabria ne’ si sa di quale giudice si tratta. Le indagini relative all’attentato di Pukanic in Croazia si stanno avviando verso la fine, ha detto il portavoce Devcic. 

(*) Corrispondente di Radio Radicale. Il testo è tratto dalla corrispondenza per la puntata del 6 febbraio di Passaggio a Sud Est

Pubblicato il 8/2/2010 alle 18.58 nella rubrica Diario.

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